Museo Archeologico Luigi Fantini
Direttore: Prof. Antonio Gottarelli
Conservatore: Dott.ssa Federica Proni
Il Museo Civico Archeologico Luigi Fantini rappresenta uno dei più importanti centri di documentazione archeologica dell’Appennino bolognese. Intitolato a Luigi Fantini, studioso e pioniere delle ricerche sulla preistoria del territorio bolognese, il museo conserva e valorizza le testimonianze storiche provenienti dalle valli dell’Idice e dello Zena, territori che nei secoli hanno costituito un fondamentale corridoio di collegamento tra la Pianura Padana e l’Etruria.
Il percorso espositivo illustra l’evoluzione del popolamento umano dalla preistoria fino all’età romana, attraverso reperti di straordinario valore scientifico provenienti da insediamenti, necropoli e aree sacre dell’Appennino emiliano. Particolare rilievo è dedicato alla fase etrusco-celtica, che costituisce uno degli aspetti più significativi e originali dell’intero patrimonio museale. Le campagne di scavo condotte nei vicini siti archeologici di Monte Bibele e Monterenzio Vecchio hanno infatti restituito una documentazione eccezionale sulla convivenza e integrazione tra popolazioni etrusche e celtiche tra il IV e il III secolo a.C., fenomeno di grande importanza storica nel panorama europeo.
Corredi funerari, armi, ceramiche, ornamenti, utensili domestici e oggetti di culto raccontano con rigore scientifico la vita quotidiana delle comunità che abitavano queste montagne. La ricostruzione di una capanna dell’età etrusco-celtica consente inoltre di comprendere concretamente gli aspetti abitativi, sociali ed economici di questi antichi insediamenti appenninici.
Tra i reperti più significativi conservati nel museo spicca il celebre disco solare in terracotta, straordinaria testimonianza simbolica e rituale legata alle pratiche religiose protostoriche dell’Appennino. La scoperta di questo manufatto ha ulteriormente accresciuto il valore scientifico della collezione, rendendo il museo un punto di riferimento per gli studi sull’età preromana dell’Italia settentrionale.
Grande attenzione è inoltre rivolta all’accessibilità e alla divulgazione. La Sezione Tattile, realizzata specificamente per il pubblico non vedente e ipovedente, integra il percorso espositivo tradizionale attraverso numerose riproduzioni esplorabili manualmente, offrendo una fruizione inclusiva del patrimonio archeologico.
Accanto all’attività scientifica, il museo svolge un’importante funzione educativa grazie a una ricca proposta didattica rivolta a scuole, studiosi e visitatori. Laboratori archeologici, percorsi tematici, visite guidate e attività sul vicino sito di Monte Bibele permettono di approfondire la conoscenza delle antiche civiltà che hanno abitato il territorio di Monterenzio, trasformando il museo in un centro attivo di ricerca, formazione e valorizzazione culturale dell’Appennino bolognese.
